La criminologia, quindi anche il mondo forense per affinità, stanno attraversando una stagione del tutto particolare, per alcuni aspetti straordinaria, per altri assai complessa e difficoltosa. La ragione di questa complessità riguarda il cambio di statuto epistemico al quale stiamo assistendo, con noi o malgrado la nostra complicità. Intendiamo dire che i saperi, come tutto ciò che appartiene allo spirito umano, sono materie vive, che quindi posseggono la caratteristica intrinseca di mutare i propri orizzonti e trovare nuove vie d'espressione.
La ricerca internazionale pone in evidenza la necessità di affrontare temi nevralgici della cultura giuridica e criminologico-forense ancorando le conoscenze empiriche a criteri di lettura non lineari e semplificati. Dobbiamo riconoscere che il superamento degli assiomi del positivismo ha provocato un certo disorientamento che le ipotesi psico-sociologiche non sono riuscite del tutto a tamponare. In epoca positivistica le grandi controversie forensi hanno animato il dibattito metodologico sui criteri per valutare l'infermità mentale quale attributo giuridico mediante il quale esprimere il giudizio di responsabilità, chiamando in causa la nosografia psichiatrica e i suoi poteri interpretativi. Già alla fine degli anni Ottanta Gianluigi Ponti e Isabella Merzagora avevano esposto nel loro volume Psichiatria e Giustizia le incertezze che oggi attraversano il sapere psichiatrico in ordine ai temi connessi alla valutazione dell'imputabilità e della pericolosità sociale: concetti chiave per l'indagine criminologico-forense.
La caduta dei fondamenti di un'antropologia criminale, seppure definita secondo la formula in apparenza "ammodernata" della cosiddetta criminologia clinica, ha prodotto lo svelamento della inconsistenza di una criteriologia fondata su basi eccessivamente soggettivistiche. Oggi assistiamo così allo sviluppo di una criminologia empirica molto vicina per interesse e derivazione storica alla psicopatologia forense, che ammicca verso gli esiti delle neuroscienze e della psichiatria biologica in genere. D'altra parte emergono interpretazioni teoriche fondate sull'idea che un atto criminale non può essere disgiunto dal suo autore in termini di percorso individuale di vita. Spesso la devianza viene considerata come esito di fattori di rischio correlati tra loro, come traumi e deficit del sistema di protezione familiare e sociale del soggetto deviante.
E' indubbio che una lettura complessa dei fattori psicosociali e soggettivi in gioco rappresenti una buona garanzia per evitare la deriva di ipotesi dai contorni riduzionistici.
Il lavoro impegnativo che ci si pone con il Congresso Internazionale della Scuola di Alta Formazione in Scienze Criminologiche e Investigative - CRINVE 2010, vuole fare proprie le ansietà di una analisi criminologica complessa, riparata da scorciatoie epistemologiche e dai facili entusiasmi mediatici, alimentati dall'interesse collettivo per tutto ciò che circonda il male e lo scruta con pornografica morbosità.
Il modello di riferimento adottato è quello clinico-giuridico, ancorato saldamente al contesto normativo, ma non richiuso in una fobica osservanza di come la legge giudica il comportamento di autori e vittime. E questo modello verrà sviluppato nelle giornate del Congresso attraverso lo studio di aspetti della materia che appaiono come dei classici e che oggi, alla luce di un'ottica complessa, appaiono ancor più interessanti; ci riferiamo in particolare alla valutazione dell'imputabilità e della pericolosità sociale, allo studio dell'autore di reato, allo studio della vittima per concludere con una giornata dedicata ad una particolare tematica: gli abusi sessuali su minori.
La preoccupazione è quella di mettere in rilievo il rapporto fra vittima e autore di reato andando incontro a una necessità di carattere relazionale che non può essere evitata da una scienza sociale consapevole e critica. Come già sosteneva Pierre Bordieu il campo d'azione di un soggetto deve essere colto nella prospettiva operativa che è di per sé relazione in movimento. Con questo approccio ci auguriamo che interlocutori privilegiati, quali l'accusa e la difesa, ma anche tutti gli esperti coinvolti nel processo, cerchino di determinare la verità dei fatti, favorendo al contempo entrambi il proseguo di un c.d. giusto processo.
Riteniamo che le scienze criminali necessitino di un ripensamento complessivo in grado di comprendere i fatti-reato allargando l'asse focale dall'evento alle geometrie relazionali che lo hanno attraversato e circondato, ridando risalto a quella frame analysis che Irving Goffman aveva in parte descritto nei suoi volumi, ma che oggi può e deve essere ripresa come momento di aggancio nell'hic et nunc relativamente allo studio dell'evento criminale; il "tempo zero" che giustifica l'esordio dello studio relazionale, e quindi storico, dal quale ha origine l'indagine particolareggiata di quel fatto unico e irripetibile.
Parlare, ad esempio, di imputabilità significa, pertanto, elaborare una strategia di avvicinamento a una realtà che si è sviluppata secondo un percorso temporale dai contorni spesso indefiniti, ma indagabili in modo scientifico. Una realtà che ha attraversato più vite umane prima di giungere a compimento in un attimo storico puntiforme. È questo punto l'elemento di frangibilità di un sistema relazionale dai molteplici destini e che solo per determinate situazioni, volute e/o casuali si è aggrovigliato nella maniera per cui è giunto all'occhio mediante la lente della giustizia.
Sosteniamo pertanto che un diritto che escluda il suo interesse per questa complessità e miri direttamente a cercare i significati nel recondito dell'azione individuale di un "autore di reato", non può cogliere il valore pieno di quella storia e finisce col produrre una verità giuridica opaca e infelice. Saperi e modelli operativi devono perciò spingere sempre di più verso l'impatto con una vicenda complessa e articolata che rappresenta la base della perizia intesa come procedura formale di rappresentazione dell'accertamento tecnico in materia giuridico-criminologica.
Per accennare soltanto alle tematiche che verranno trattate durante il convegno possiamo dire quanto segue.
La prima giornata, per la quale rimandiamo al documento d'intesa, sarà dedicata a riflessioni de iure condendo in tema di perizia criminologica e pericolosità sociale; in particolare si rifletterà se sia ancora opportuno continuare a mantenere l'istituto della pericolosità sociale all'interno del nostro ordinamento giudiziario, con i medesimi presupposti e le medesime strategie di accertamento, le quali risalgono ancora alla legislatura fascista. Nella stessa seduta si discuterà sull'opportunità di abolizione del divieto di perizia psicologica o criminologica ex-art. 220 c.p.p. all'interno del dibattimento, con alcune proposte di riforma che avanzeremo alle autorità parlamentari e ai colleghi presenti in aula.
La seconda giornata sarà dedicata alla figura dell'autore di reato; in particolare, la prima sessione tratterà della figura dell'autore noto di reato con un'ottica rivolta alle classiche tematiche della psicopatologia forense; si rifletterà su eventuali "modelli di indagine difensiva" ai quali i difensori di indagati o imputati potrebbero accedere per una difesa efficace del proprio cliente, difesa non necessariamente centrata sulla tematica dell'imputabilità, ma altresì proponendo alternative linee di difesa incentrate, come sostenuto sopra, proprio su un' approccio al caso di tipo multifattoriale.
Il contributo di eminenti studiosi stranieri darà poi la possibilità di comparare le diverse strategie difensive utilizzate in altri Paesi, tenendo sempre conto delle diverse legislazioni vigenti. La seconda sessione sarà dedicata allo studio dell'autore ignoto di reato, in particolare si concentrerà l'attenzione sulle tecniche investigative in grado di contribuire in modo efficace alle indagini al fine di individuare un autore ignoto di reato. Grazie alla presenza di studiosi statunitensi che per primi hanno elaborato modelli di indagine che sono poi confluiti nel c.d. criminal profiling, si discuterà sulla "scientificità" e sull'efficacia di tali modelli in relazione alle aspettative iniziali.
Quale dimostrazione della sviluppata attività nella ricerca scientifica, la Scuola di Alta Formazione chiuderà la sessione del secondo giorno con la presentazione del progetto di ricerca "Genetica e Comportamento Aggressivo", quale studio scientifico del tutto innovativo che vede l' applicazione della bio-psichiatria in campo clinico e forense.
La terza giornata sarà dedicata alla vittima di reato, soggetto ad oggi ancora trascurato dai diversi sistemi penali e dalle cc.dd. agenzie di controllo formale. La prima sessione sarà dedicata in particolare alla tematica del contributo della vittima nella fase delle indagini, e a questo proposito si confronteranno relatori italiani e stranieri sui diversi sistemi penali e sulle diverse tecniche utilizzate per sviluppare questo ambito. Nella seconda sessione si affronterà la tematica delle reti di sostegno alle vittime di reato, questione assai delicata quanto fondamentale per restituire a questo soggetto la dignità che gli è stata sottratta con la commissione del reato. Fondamentale anche in questa sessione la comparazione tra le diverse reti di sostegno presenti ad oggi nei diversi Paesi. La fine dei lavori della giornata sarà scandita dalla presentazione del nuovissimo manuale dal titolo "Dalla Vittima all' Autore di Reato" scritto da Stefano Barlati, Maria Elena Menini, Massimo Spagnolo ed edito da ScriptaWeb Napoli.
La quarta ed ultima giornata sarà dedicata ad una tematica specifica, vale a dire la tematica dell'abuso sessuale sui soggetti minori. La prima sessione sarà dedicata alla discussione relativa all'esistenza di un profilo criminologico del "pedofilo tipo" e a questo proposito si confronteranno diverse Scuole di pensiero provenienti, ancora una volta, da diversi Paesi, europei e statunitensi. Nella seconda sessione si affronterà, infine, la delicata tematica dell'attendibilità del minore e della credibilità del suo racconto, analizzando, ancora una volta in modo comparato, gli strumenti a disposizione delle scienze psicologiche per valutare dette variabili, analizzando in particolare i limiti che detti strumenti presentano, limiti intrinseci o dovuti ad una non corretta applicazione degli stessi. Chiuderà il Congresso la presentazione dei risultati di una ricerca finanziata dal Centro Interdipartimentale di Ricerca e Servizi in Medicina Legale applicata, Tecniche penalistico-criminologiche e Vittimologia dell'Università degli Studi di Ferrara in tema di "Suggestionabilità: ricerche e applicazioni in ambito forense".
Il tema della "complessità" sarà dunque il tema che accompagnerà l'intero Congresso Internazionale CRINVE 2010.
Il Comitato Scientifico
Prof. Marco Monzani
Prof. Giuseppe Sandri
Dott. Antonino Calogero
Avv. Giuseppe Angiolillo
Avv. Piercarlo Collivignarelli
Sost. Comm. Luigi Caracciolo